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Cosa succederà agli utenti italiani di Betfair.com?

in Traders

sito .comEcco la comunicazione che abbiamo ricevuto dall’Help Desk di Betfair che va a confermare in maniera ufficiale il timing di circa 14 giorni per l’uscita del punta e banca in Italia: “Ti informiamo che il lancio del betting exchange sul sito betfair.it è previsto tra circa due settimane. Una volta che ciò si verificherà non potrai utilizzare il conto sul .com.

Pochi giorni al via

Mancano pochi giorni alla chiusura di betfair.com agli italiani e alla partenza del betting exchange .it, cosa succederà quindi esattamente agli utenti del .com? Vediamolo insieme.

A partire dal lancio del betting exchange .it non sarà più possibile utilizzare il sito betfair.com. Il conto rimarrà attivo solo per poter prelevare i soldi.

A questo punto gli utenti potranno aprire un conto su betfair.it e utilizzare il betting exchange sul sito italiano.

Come sarà il .it

Abbiamo già avuto modo di presentare nel dettaglio una anteprima del betting exchange di betfair.it, da un punto di vista tecnologico e funzionale sarà lo stesso identico a quello presente su betfair.com.

Quello che cambierà sarà la liquidità che sarà solo tra utenti italiani e mancheranno i palinsesti sull’ippica.

Sicuramente chi è abituato ad utilizzare il sito Betfair.com soprattutto per l’ippica si troverà a disagio, l’introduzione delle scommesse sui cavalli potrà essere prevista per il futuro ma è una nostra speranza, in tal senso sono arrivate parole di conforto da Federippodromi che parla di un rilancio del comparto.

Chi utilizza il betting exchange sul calcio e sul tennis dovrebbe invece trovare terreno fertile sul .it, infatti almeno sugli eventi principali come Serie A, Serie B, Champions League, Europa League, Mondiali, Bundesliga, Premier League e Liga spagnola possiamo aspettarci una buona liquidità.

Questi sono tutti palinsesti che sono molto utilizzati dai classici scommettitori italiani e anche da tantissimi utenti di betfair.com e quindi è facile immaginare una buona movimentazione sin dai primi tempi.

Chi potrà trovarsi in difficoltà sono gli scalper che operano molto sui mercati minori, infatti all’inizio la liquidità non sarà probabilmente sufficiente per coprire anche le competizioni minori.

Molto dipenderà comunque da come risponderà il mercato e dall’iniezione di liquidità che dovrebbe arrivare dai market maker.

Trasferirsi all’estero

Una delle domande che riceviamo dagli utenti della community è “Posso trasferirmi all’estero per giocare sul .com?”
Sicuramente si, trasferirsi all’estero per giocare su un bookmaker può sembrare un’idea piuttosto bizzarra ma capiamo che ci sono alcuni giocatori che scommettono molto che possono pensare a questa idea.

Quello che possiamo dire è che se i guadagni lo giustificano può avere senso trasferirsi all’estero, quello che suggeriamo è comunque di attendere prima di vedere come sarà il betting exchange .it e farsi due conti.
Molti utenti parlano di trasferirsi all’estero ma poi nella realtà non solo i guadagni sono bassi ma spesso sono addirittura in perdita, in tanti anni di scommesse online ne abbiamo sentite e viste di tutti colori. Comunque il ragionamento è semplice, riguardo all’eventualità estera: Il gioco vale davvero la candela?
Cambiare vita per un gioco?

Utilizzare un prestanome

I conti gioco sono nominativi, utilizzare un prestanome di un utente straniero è un reato e si rischiano tutte le conseguenze del caso. State molto accorti a chi vi propone queste soluzioni, abbiamo già avuto modo di vedere alcuni nostri utenti che sono stati fregati tramite alcune truffe online. Così non solo commettete un reato ma potete anche essere truffati come si dice a Napoli “curnut e mazziat”.

Il Betting Exchange .it funzionerà?

Dalla nostra esperienza vi possiamo dire che un passaggio epocale di questo tipo lo abbiamo vissuto in passato quando sono state introdotte le licenze AAMS (ora ADM), molti pensavano che non si potessero fare soldi con .it e invece abbiamo diverse testimonianze dirette che si può guadagnare soldi anche con i siti classici italiani.
In Italia siamo arrivati ad avere siti .it al livello del .com, anzi considerando che le tasse sono già pagate alla fonte possono definirsi migliori.

Ora che arriverà il betting exchange succederà la stessa cosa si vivrà un primo momento in cui gli utenti si sentiranno un po’ a disagio ma il tempo farà crescere e migliorare il prodotto. Aumenteranno i giocatori, aumenterà la liquidità e aumenteranno palinsesti.

Alternative a Betfair.com

Abbiamo avuto già in passato modo di dire quali sono i siti di betting exchange .com che accettano giocatori italiani e la realtà è che non esistono siti legali in quanto sono tutti senza licenza AAMS.

Qualcuno potrebbe obiettare neanche betfair.com aveva licenza AAMS, questo è vero, ma se prima forse si poteva chiudere un occhio su un giocatore che utilizzava un prodotto all’estero che mancava in Italia, con l’arrivo del punta e banca .it non esiste più questa situazione.

Betdaq non accetta giocatori italiani da molto tempo.
Matchbook e WBX li accettano ma crediamo che presto anche loro smetteranno di farlo. Inoltre se parliamo di liquidità questi ultimi bookmaker non dovrebbero essere molto differenti dal betting exchange di betfair.it, a questo punto allora perché giocare su siti illegali quando ci sarà la disponibilità di un prodotto italiano e legale?

Per altre informazioni sul passaggio da .com a .it consigliamo di leggere questo articolo.

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{ 10 commenti }
  • Bettino

    Io penso che il problema più grosso sia l’inspiegabile chiusura notturna (con tutti i problemi che ne conseguono e dei quali avete più volte parlato anche voi).
    Un exchange che chiude dalle 3 alle 7 e mi restituisce il non abbinato…beh…è quasi inutilizzabile.
    E non riesco proprio a capire il motivo per il quale debbano esserci quelle stramaledette quattro ore di stop…

    Rispondi
  • EmilianoP

    ciao, se il punta e banca diventerà realmente un prodotto valido anche in Italia sarò ben lieto di passare al .it. Probabilmente alla fine ce la farà a fare bene bisogna capire quanto tempo ci vorrà per la sua maturazione.
    Per l’ippica personalmente nessun problema, ho sempre fatto meglio con il calcio.

    Rispondi
    • Redazione

      Ciao Emiliano, si ci vorrà qualche mese sicuramente per avere un prodotto di qualità, partire ora con i mondiali alle porte è ottimo in tal senso.

      Rispondi
  • Gennaro

    Salve,
    vi seguo da poco tempo pero’ noto come questo sito e’ portato avanti da persone serie e che vogliono sviluppare qualcosa di concreto.
    Di sbagliato c’e’ solo il fatto che siamo in Italia, tutto qua.
    Quando leggo che tra qualche mese tutto si sviluppera’ in meglio nel .it penso che questo sia il motivo che siamo un paese ormai marcio e bruciato. Ma non potevano simulare per un periodo di tempo? Non potevano fare gli upgrade prima di andare a chiudere i conti del .com?
    Ancora meglio, fammi andare sulla stessa piattaforma dove girano milioni di euro e prenditi le tue tasse e le tue commissioni qui in Italia. No. Il danno betfair.it oramai l’ha gia’ bello che fatto. Il 90% delle operazioni dei trader non saranno mai accoppiabili su mercati senza liquidita’ La maggior parte degli italiani operava ( e operera’..credetemi) sulle corse ippiche anglosassoni. Perche’ lasciarci fuori?
    Non voglio fare il complottista ma non e’ normale che nel 2014, dopo che qualsiasi barriera e’ stata abbattuta, noi italiani facciamo le barricate e rendiamo inaccessibili opportunita’ che tutto il mondo ha!!!

    Spero di essere appoggiato in quello che ritengo una questione di principio anche perche’ io il problema l’ho bello che risolto tre mesi fa.

    Gennaro

    Rispondi
    • Redazione

      Ciao Gennaro, grazie per il tuo ottimo intervento che ci da modo di approfondire alcuni punti.

      Partiamo con il dire che se fosse stato facile collegare la tassazione italiana al sito betfair.com si sarebbe fatto subito, sarebbe stato interesse di tutti, di Betfair e dello Stato italiano (quindi di noi cittadini).

      Il fatto è che la gestione della tassazione su unica piattaforma con liquidità condivisa è troppo complessa e richiede molto tempo ed è il motivo per cui la scelta di staccarsi e renderla indipendente è stato l’unico modo per mettere la prima pietra e iniziare a introdurre il betting exchange .it. Altrimenti non sarebbe mai arrivato.

      Gli standard di sicurezza e tutela del giocatore in Italia sono i più alti a livello europeo, più volte abbiamo detto che gli altri Stati stanno prendendo l’esempio dallo Stato italiano per la loro regolamentazione del gioco d’azzardo basti pensare che la stessa Inghilterra sta introducendo un sistema simile al nostro.

      Detto questo, passiamo alla tua ultima annotazione, i Paesi più evoluti stanno andando tutti verso la gestione regolamentata, Spagna, Francia, Germania e come detto la stessa Inghilterra. Per non parlare degli Stati Uniti che addirittura invece il gioco online non lo hanno a livello nazionale.

      Quindi paradossalmente quello che è successo è che l’Italia ha anticipato gli altri stati europei e non solo, possiamo dire benissimo che ADM è diventato il punto di riferimento nel mondo.

      Sappiamo che ai giocatori del .com questo pare strano, da anni sono abituati a parlare male di AAMS/ADM senza poi capire il perché delle cose.

      Il settore gioco in Italia è tra i più avanzati e tra i settori meglio gestiti pur essendo relativamente nuovo, almeno quello online, mentre dal punto di vista di altri sistemi come lotto, superenalotto e bingo siamo maestri da secoli.

      Quindi ripetiamo, capiamo il disagio che ci sarà in un primo momento da parte di quegli utenti che usavano il .com ma la direzione del mercato europeo è questo, Inghilterra inclusa.
      Quindi la questione rientra in un disegno più grande.

      Da parte nostra sosteniamo la crescita del progetto e l’introduzione di una liquidità condivisa a livello europeo che renderebbe il prodotto ancora migliore.

      Rispondi
      • Gennaro

        Premetto che non è’ mia intenzione fare la parte del tipo polemico contro tutto e tutti ma l’azione fatta non è altro che l’ennesimo esempio di come nel nostro paese l’utente, consumatore, cliente non viene preso minimamente in considerazione quando si tratta di prendere decisioni.

        In tal caso metto la mia persona come esempio. Ho portato avanti studi per due anni e la ricerca sulle statistiche dei trainer e cavalli delle corse ippiche. Non puoi sacrificare tempo e lavoro di mesi e mesi solamente perché’ non sei all’altezza di fare un sito che riproponga nel tuo paese le stesse cose che vengono offerte in tutto il mondo. I dipendenti betfair si trovano a disagio nel dover dire a clienti decennali che devono spostare tutto sul .it dove in pratica il servizio offerto in maniera ottimale e’ sulle slot!!! Capite.. Sulle slot!!

        Insomma, il punto e’ questo. Non mi si venga a dire che le cose Made in italy siano fatte bene. Non è vero. Abbiamo perso di vista l’ottimizzazione del servizio/ prodotto da offrire a lungo termine. Non abbiamo più’ idea di come fare una cosa che sia apprezzata per un lungo periodo.

        Nel 2014 e’ stato fatto un sito che sembra quello della snai del 2002. Perché? Mancanza di professionalità, di voglia e soprattutto mancanza di qualità di idee. E pensare che bastava copiare..

        Rispondi
        • Redazione

          Gennaro capiamo benissimo il tuo punto. La nostra community è fatta di giocatori come te, sfondi una porta aperta quando dici che vuoi un betting exchange come quello di betfair.com.

          Non abbiamo parlato di Made in Italy in assoluto, dove anche li siamo d’accordo con te, ma del gioco online. E’ li che l’Italia eccelle.

          Dire che sono i tecnici che non sono sanno fare il loro lavoro è errato, bisogna conoscere i motivi per cui si fanno le cose e la scelta è che a livello europeo stati e bookmaker stanno andando nella direzione dell’Italia.
          Si tratta di un processo partito da molto lontano.
          L’Italia ti assicuriamo che eccelle in questo settore e ne è la prova che gli altri stati la stanno prendendo a modello.

          Abbiamo già detto poi che ADM e Betfair sono per la liquidità europea e che sono proprio gli altri stati a non essere pronti. Vedi qui: http://bettingexchange.it/la-verita-e-che-anche-aams-vuole-la-liquidita-internazionale-12522/

          E anche qui: http://bettingexchange.it/regolatori-europei-a-roma-altro-passo-verso-la-liquidita-europea-13361/
          e poi qui: http://bettingexchange.it/litalia-avra-il-primo-betting-exchange-in-europa-regolamentato-13664/

          Detto questo un capitolo a parte lo merita Betfair.

          Il prodotto di punta di Betfair è il punta e banca. No le slot. Tutto quello che ha fatto Betfair prima dell’uscita del betting exchange .it non conta. Il sito Betfair.it fino a poco tempo fa è stato solo una sorta di sito di appoggio nell’attesa di puntare e bancare scommesse anche in Italia.

          Questo è il motivo per cui ad esempio non sono presenti nemmeno le doppie chance, tutto quello che vedi ora sul sito verrà semplicemente trasformato con l’arrivo del betting exchange. E’ come se tu fossi un barbiere ma per diversi anni non avevi le forbici per fare i capelli e facevi solo sciampi, ora potrai finalmente iniziare a lavorare e rilanciare la tua attività.

          Hai mai visto una campagna promozionale di Betfair su stampa o televisione fino ad oggi? No. Perché rientra tutto in una strategia precisa. Ogni bookmaker avrà la sua peculiarità e quella di Betfair sarà il betting exchange, bisognerà valutarlo su quello.
          Chiaro poi che con l’arrivo del betting exchange Betfair migliorerà anche lo Sportbook e quindi arriveranno doppie chance e altri mercati.

          Riparliamo di Betfair tra 1 anno.

          Rispondi
          • Francesco

            Salve la mia preoccupazione principale e che betfair.it avra molti rivali e molte piattaforme si adegueranno a mettere exchange e questo significa sicuramente un mercato povero e molta poca liquidita^^Io spero che non tutti si adegueranno all exchange allora e la fine^^

            Rispondi
            • Redazione

              Ciao Francesco, questo in realtà non dovrebbe accadere. Al momento sono tutti alla finestra a vedere come si muoverà Betfair. Solo Microgame al momento sembra interessata ma ancora non si è visto nulla da parte sua. Gli altri devono ancora partire. Insomma c’è tutto il tempo per vedere in azione solo Betfair e far crescere la liquidità su questa piattaforma.
              Per il futuro ci sono poi 2 ipotesi: condivisione della liquidità italiana e condivisione delle liquidità europea. Ma prima di arrivare li ci vorrà tempo.

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